lunedì 15 dicembre 2008

Deboli e forti

Capita a volte che i pazienti, al risveglio dall'anestesia parlino. Di solito dicono cose senza senso, ma a volte, raramente in verità , fanno discorsi intellegibili su ciò a cui stavano pensando prima di dormire. Mio cugino, per esempio, mentre lo portavo in camera dopo l'intervento mi ha fatto l'elenco di tutta la famiglia, nome per nome, dicendo " e voglio bene anche a questo...e a quest'altro...".
Rarissimamnte capita che ciò che viene detto sia oltre che intellegibile, sensato. Un collega,per esempio, mi ha raccontato di aver sentito confessare ad una persona un crimine, e che essendo legato dal segreto professionale, non ne poteva parlare con nessuno. Ma a quanto ne so questo è un caso più o meno unico (sarà per questo che Provenzano è andato a farsi operare in Francia? =))
Comunque l'altro giorno abbiamo fatto una biopsia midollare ad una ragazzina di 12 anni che ha , purtroppo, un linfoma. Non è una delle forme più aggressive, ma ugualmente non scommetterei molto sulla sua sopravvivenza.
Mentre la stavamo svegliando ho notato che la sua pelle aveva un colore ambrato, simile ad un'abbronzatura estiva su una pelle scura, che si accordava con il mare di capelli corvini e gli occhi nerissimi.
"Come mai questa bimba è ancora abbronzata a dicembre?" ho chiesto pensando a qualche esotico viaggio.
"perchè il papà è egiziano" mi ha risposto il medico curante.
In quel momento la bambina è riemersa dal sonno "purtroppo" ha detto.
"perchè purtroppo? " abbiamo chiesto tutti in coro
"perchè i miei compagni mi prendono in giro, e ne dicono male" ha bofonchiato ancora mezza addormentata " ma io gli rispondo a tutti, perchè mio papà è mio,e non si tocca !"
3 riflessioni su questa storia:
La prima è che, se guarisce, tra qualche anno nessun maschio la prenderà più in giro. Le lunghe gambe aggraziate, i capelli, i lineamenti fini, non lasciavano dubbi sulla foritura di quella bellezza.
La seconda è che una bambina in quello stato e di quell'età non dovrebbe avere come pensiero fisso in testa quello di difendere suo padre dagli attacchi dei suoi coetanei, e che le sue parole uscendo dall'anestesia dovrebbero essere di tutt'altro genere e tenore emotivo
La terza è: ma che razza di iene e lupi sono i nostri figli capaci di prendersela con una ragazzina malata per la nazionalità di suo padre? che bestie feroci abbiamo cresciuto? che cosa gli abbiamo insegnato della differenza tra bene e male, tra giusto e sbagliato, tra debole e forte?
Comunque, un cordiale vaffanculo a tutti quelli che hanno problemi col colore della pelle degli altri.
Da parte mia, ma sopratutto sua.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

le tue riflessioni mi sono piaciute molto... purtroppo i figli non vengono cresciuti solo dalle persone che queste idee le condividono...

propofol ha detto...

purtroppo...peccato che non siano mai loro a farne le spese però!